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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

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17 febbraio 2010

Mamma li Gheddafi

Qualcuno ricorda la “Ratifica del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione con la   grande Giamahiria Araba, Libica, Popolare, Socialista” (a.c. 2041 A) votato quasi alla unanimità dalla Camera dei deputati, con l'eccezione, l'accanita opposizione e il voto contrario di cinque deputati Radicali e – nel Pd – di Andrea Sarubbi, di Pierluigi Mantini e di Furio Colombo? Forse è il caso di fare un piccolo riassunto dei punti salienti di quel Trattato, fortemente voluto dalla Lega.

 

Alleanza stretta, integrazione militare fino allo scambio di segreti e di tecnologie, apertura economica indiscriminata agli affari italiani e al coinvolgimento di aziende italiane in Libia (tanto da affidare a enti privati italiani il monitoraggio dei confini libici), forniture militari (soprattutto motovedette veloci d'alto mare donate ai libici). In più, come se non bastasse, venti milioni di dollari per venti anni, in apparenza un risarcimento degli antichi danni coloniali, in realtà la tariffa per fermare, con le costose navi donate dagli italiani, gli immigrati in mare.

 

Insomma, il Governo Italiano ha stretto il più costoso e vincolante trattato militare e strategico fuori dall’Europa con una dittatura sanguinaria, che non rispetta i diritti umani di qualsiasi tipo e fino a qualche anno fa gioiva addirittura per l’omicidio dei Carabinieri a Nassirya. Ci siamo impegnati persino (udite, udite) di negare le nostre basi militari alla NATO, in caso di conflitto armato contro la Libia, addirittura fornendo informazioni top secret dell’alleanza militare che ci lega agli USA da mezzo secolo.

 

Il perché il tanto adorato Gheddafi ritorni alla ribalta della cronaca è presto detto: la Svizzera dichiara indesiderabile il dittatore libico e i suoi figli (uno dei quali è stato condannato per lesioni ai suoi camerieri), quindi questo risponde negando l’accesso al suo paese a tutti i Paesi dell’area Schengen, italiani compresi. I nostri connazionali, febbrilmente al lavoro per concludere vantaggiosi affari come recita il Trattato, sono stati infatti fermati all’aeroporto e rispediti in terra natia, senza nemmeno battere ciglio.

 

Ma è carina la scansione temporale degli eventi: tre giorni fa il ministro leghista dell’Interno Maroni andava personalmente a consegnare le motovedette italiane a Gheddafi; il giorno dopo gli Italiani venivano sbattuti fuori a calci dalla Libia come pezzenti.

 

Se in Italia avessimo un Ministro degli Esteri degno di questo nome, forse saremmo presi meno a pesci in faccia da un misero dittatore tendaiolo, tra il pezzente e il grottesco, che lasciamo che insulti la nostra storia, i nostri simboli, i nostri valori. Ma Frattini, in evidente stato confusionale, deve aver scambiato il tutto per una scaramuccia tra maggioranza e opposizione, e quindi ha dichiarato: “Abbassiamo i toni”. Peccato che da parte dell’opposizione, nemmeno una sillaba si è udita sulla faccenda.

 

Ah, un’ultima cosa: non è andando in giro a sdoganare dittatori di ogni genere e sorta che si fa una politica estera degna di questo nome. Quella si chiama semplicemente vigliaccheria.



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)