23 luglio 2008
Dalla Repubblica Italiana alla Monarchia Assoluta: la terza via di Berlusconi
Oggi, 23 luglio 2008, la Repubblica Italiana muore per sempre. L’unica cosa che rimane, forse ancora per poco, è il nome, ma non ci vorrà molto tempo perché si cambi pure quello: Berluscolandia.
L’approvazione del Lodo Alfano è incostituzionale non solo per il contenuto, ma anche per il mezzo con cui è stata approvata: legge ordinaria. Poiché il Lodo sostanzialmente viola l’articolo 3 della Costituzione, per cui la legge è uguale per tutti, perché sia costituzionalmente valido il Lodo deve essere approvato come legge costituzionale dai 2/3 del Parlamento o, in alternativa, da un referendum confermativo. Troppo tempo, però: la sentenza del Caso Mills (tutt’altro che fantasioso, visto che si basa su testimonianze rese dallo stesso avvocato e che coinvolge persino l’NCIS britannica) era agli sgoccioli e avrebbe rovinato le ambizioni quirinaliste del Cavaliere, oltre a non permettergli più di guidare il suo “glorioso” governo.
Se era veramente innocente, avrebbe avuto più interesse a difendersi NEL processo, non DAL processo, cosa che invece ha puntualmente fatto come cinque anni fa: il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Sembrano talmente remoti i commenti sulla nuova natura da statista del Cavaliere, che mi viene da pensare: “C’era veramente qualche cretino che pensava che Berlusconi potesse far altro che farsi i cazzi suoi, come ha sempre fatto?”
Del resto, nel 1994 lui lo dichiarò pubblicamente sia a Biagi che a Montanelli: “Sono entrato in politica per salvare le mie aziende e per non finire in galera”. Lo stesso Marcello Dell’Utri, in un’intervista nel 2003, dichiara che “c’era l’aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5mila miliardi di debiti. Franco Tatò, che era l’amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d’uscita: “Cavaliere, dobbiamo portare i libri in tribunale”… Poi i fatti, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli, che con l’inchiesta P2 andò in carcere e perse l’azienda”.
Perché non fidarsi, se sono proprio loro a dire che degli Italiani non gliene è mai fregato un bel niente?
Con leggi illiberali e liberticide, che mirano all’imbavagliamento della stampa e alla neutralizzazione della magistratura in favore dei criminali, Berlusconi si appresta ad imporre il suo regime: qualunque reato commetterà, persino l’uxoricidio, non potrà essere perseguibile.
La banda dei quattro (Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio) non sono più giudicabili, neanche se commettessero un reato in mondovisione.
Berlusconi fa un uso personale della fiducia che il 47% degli Italiani ha voluto accordargli, fregandosene dei problemi degli stessi, mettendo ancora una volta al centro della sua agenda politica i propri interessi personali.
Ma del resto, uno che ha ancora (nonostante le leggi vergogna approvate nel 2001-2006) 4 processi penali pendenti, una televisione incostituzionale che per legge europea deve slittare sul satellite (con conseguente perdita di 120 milioni di euro di pubblicità), con una casa editrice che una sentenza ha stabilito che se ne è impossessato perché Previti si è comprato un giudice (e prima o poi dovrà pur restituirla), che ha spalmato in borsa i suoi 5mila miliardi di debiti all’insaputa degli investitori… ma voi cosa credevate, che si facesse veramente i fatti nostri e non pensasse ai suoi?
La Costituzione Italiana è una costituzione rigida, non si può modificare con leggi ordinarie, non è lo Statuto Albertino, che Mussolini poteva emendare a suo piacimento con leggi ordinarie: il Lodo Alfano è incostituzionale, ma soprattutto rappresenta un’eccezione in tutte le democrazie occidentali.
La sospensione dei processi in Europa vale solo per tre capi di Stato: Grecia, Portogallo e Israele. Attenzione: capi di Stato, non capi del governo. In nessuna democrazia occidentale il premier gode di alcun tipo di immunità, perché nelle democrazie occidentali risolvono il problema di eventuali condanne in due modi: non candidano imputati e, nel caso in cui qualcuno venga indagato, lo fanno dimettere prima della condanna.
Nelle democrazie occidentali si fa così: è ovvio che da oggi noi non siamo più una democrazia, bensì una monarchia assoluta settecentesca. Siamo tornati indietro di 300 anni.
Se Blair in Gran Bretagna ha sperimentato la Terza Via, oggi possiamo dire che anche Berlusconi ha inaugurato la sua Terza Via, quella dell'assolutismo. Bella via.
|