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Non scrivo praticamente più su questo blog. Mi sono dedicato completamente a www.enricoberlinguer.it e curo la rubrica "Il Rompiballe" su Qualcosa di Sinistra. Questo è il mio blog personale, che ho fondato quando avevo 18 anni e ci sono affezionato. Riflette le mie speranze di allora, su una nuova Sinistra, che recuperasse la lezione di Enrico Berlinguer sulla Questione Morale e sull'austerità e la saldasse con la questione della democrazia incompiuta del nostro Paese. 

Rileggendomi, a distanza di anni, sorrido della mia ingenuità di allora. Per fare buona politica, diceva Piero Calamandrei, c'è bisogno di persone oneste che facciano modestamente il proprio mestiere con passione, rigore e impegno morale. Perché sincerità e coerenza, che possono sembrare ingenuità, alla lunga sono l'unico buon affare.

Se mi seguivate allora e volete leggermi "quotidianamente", mi trovate su facebook o su twitter.

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"Change will not come if we wait for some other person or some other time. We are the ones we've been waiting for. We are the change that we seek."
(Il Cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun'altro o qualche altro momento. Noi siamo quelli che stavamo spettando. Siamo il Cambiamento che cerchiamo.)

(Barack Hussein Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d'America)

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16 novembre 2012

A Gaza è guerra. I premi Nobel stanno a guardare?

A Gaza è guerra. Israele ha fatto esplodere 85 missili in 45 minuti. Nella notte le forze israeliane hanno colpito 130 obiettivi a Gaza, facendo salire il bilancio a 22 morti e 235 feriti palestinesi. Di risposta, sono stati lanciati 11 razzi verso Israele, che richiama 16mila riservisti e si prepara a un'imminente invasione terrestre.

E i premi Nobel per la Pace che fine hanno fatto? Dov'è Barack Obama, premio nobel nel 2009, e dov'è l'Unione Europea, premio nobel 2012? Non pervenuti.

Il presidente americano, alle prese con il sexy-scandalo di Petraeus, ha giusto fatto una telefonata al premier egiziano che per tutta risposta ha ritirato il proprio ambasciatore in Israele e ha mandato la seconda armata al confine con Israele. Per il resto, non si è stracciato le vesti più di tanto, alle prese con i problemi di casa sua.

L'Unione Europea, che fino a qualche mese fa se la cantava e se la suonava sul fatto che si era data da sola il premio Nobel per la pace (è proprio vero: chi si loda, si imbroda)? Non pervenuta, o meglio, se perverrà, sarà sicuramente a favore di Israele (l'aggressore) e non dello Stato palestinese (l'aggredito).

E in Italia, tutti quelli che due giorni fa hanno tuonato contro i violenti che ce l'avevano contro lo sciopero generale e hanno espresso piena solidarietà ai poveri poliziotti sbertucciati, mentre hanno demonizzato anche quegli studenti pacifici manganellati alle spalle, contro cui sono stati lanciati fumogeni dai tetti del Ministero degli Interni, contro cui è stata perpetuata una vera e propria caccia all'uomo in stile fascista?

Sono tutti con Israele, of course. Non violenti sì, ma nei giorni dispari.

Primo Levi nel 1982 scrisse in "Se non ora, quando?" che "Ognuno è l’ebreo di qualcuno". Non esagerò il Manifesto quando commentò dopo l'invasione in Libano: "Oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele". Anche perché, è bene ricordarlo, questo attacco ai palestinesi ha una pura e semplice matrice politica: le elezioni in Israele. E la destra al potere in Israele non ha nulla da invidiare ad Hitler (il capo del governo ha detto: degli 11 razzi pagheranno tutti i palestinesi, della serie: "colpirne uno per educarne 100").




31 gennaio 2010

Meno Tasse = Più Balle

Domani Silvio sarà in Israele a cercare di emulare l’epica impresa di Guido Bertolaso ad Haiti, che per l’ottimo disastro diplomatico compiuto ora otterrà anche la poltrona di ministro, ma, come si dice, ogni occasione è buona per fare propaganda elettorale: guarda caso, dopo giorni di balletti e smentite, Berlusconi ricomincia a dire che abbasserà le tasse. Quando? Ovviamente non ha specificato l’anno, ma siamo sicuri che l’abbassamento delle tasse, promesso fin dal 1994, ci sarà. Alle calende greche, ovviamente, ma non è il caso di fare le pulci ad un uomo che, come ha ribadito recentemente il suo ex-avvocato Taormina, è troppo impegnato a farsi le leggi che servono a lui.

 

Nel quinquennio 2001-2006 il Governo Berlusconi tagliò le tasse di mezzo punto, ma, limitando i finanziamenti a regioni e comuni, le ha aumentate complessivamente di due punti e mezzo. Non male per uno che va promettendo da sedici anni che porterà a solo due le aliquote fiscali (23 e 33%). Evita di dire che è impossibile, a meno di non provocare la bancarotta dello Stato, ma ci sono ancora schiere di devoti che credono ancora alle panzane che dice. E dire che basterebbe ascoltare il sommo Giulio (Tremonti ovviamente, non Andreotti), che nel 1994, interpellato sul caso, disse:

 

Le promesse di Berlusconi? Miracolismo finanziario (…). La promessa di un’aliquota fiscale al 33%? Panzane. (…) Quell’idea fa pagare meno ai poverissimi e ai superricchi, ma penalizza proprio la classe media, l’uomo della strada.” (Corriere della Sera, 21 marzo 1994)

 

E se lo dice Giulio, noi gli crediamo, visto che è il grande esperto di politica economica mai comparso sulla faccia di questa terra e che noi abbiamo la fortuna di avere come ministro. Lo stesso che in questi giorni ha cercato di far mettere il cuore in pace ai devoti di San Silvio sul fatto che le tasse fino al 2013 non caleranno nemmeno di uno zero virgola. E come potrebbero? Tremonti si indebita di 20 miliardi per far crescere artificiosamente il Pil dell’1%. (addirittura il programma elettorale del PDL è stato modificato in questi giorni).

 

All’abbassamento delle tasse, del resto, non ci credono più neppure quelli che l’hanno inventato, altrimenti non si spiegherebbero le seguenti dichiarazioni nel quinquennio 2001-2006:


Con buon senso e attenzione, nell'arco di 3/4 anni ridurremo la pressione fiscale dal 47 al 35%. E taglieremo del 20%, pari a 50mila miliardi, il prelievo legato all'Irpef. Le pensioni minime verrano aumentate considerevolmente: dalle attuali 750mila lire a oltre un milione (a Porta a Porta, 9 aprile 2001)

Tagli alle tasse, ma solo dal 2002 (Antonio Marzano, candidato al ministero delle Attività Produttive, 8 giugno 2001)


Meno Tasse dal 2003 (Silvio Berlusconi, il Messaggero, 5 maggio 2002)


Tasse più leggere nel 2004 (forum degli executive del Tesoro con Milano Finanza, 25 luglio 2002)

Appenderò Tremonti con un cappio alla quercia più grossa del mio giardino, se non tagliamo le tasse. Ma so che Tremonti ce la farà. (La Repubblica, 6 ottobre 2003)

(da quel che ci risulta, Tremonti le tasse non le ha abbassate, ma alla Quercia non è stato ancora impiccato)

Confermo, meno tasse entro il 2005 (La Stampa, 3 aprile 2004)


Rispettermo i patti: meno tasse entro il 2006 (Fini, 3 marzo 2004) 


Nel 2004 ridurremo Irpef e Irap di 6 miliardi, e nel 2005 di un secondo modulo di 6 miliardi. Ma ci saranno riduzioni anche nei 2 anni successivi. (4 settembre 2004)
N.B. Infatti la nuova finanziaria prevede: stangata sulla seconda casa con un aumento di 8 volte (dallo 0,25 al 2%) dell'imposta sui mutui e il raddoppio (dal 10 al 20%) dei moltiplicatori per l'imposta di registro. E nei 2 anni successivi potrebbe non governare più Berlusconi.


Nel 2006 cancelleremo l'Irap (agli industriali, 19 marzo 2005).

N.B. Non se ne saprà più nulla. Ma, in fatto di tasse, il premier non è proprio un intenditore. 

 

Ricordatevi anche che a Matrix era stata promessa la cancellazione del bollo auto a metà legislatura (ci siamo quasi, ma nessuno ne parla), l’abolizione delle province (che sono invece aumentate), la riduzione del debito pubblico (che nei prossimi 12 mesi supererà il valore di tutto il patrimonio immobiliare e non dello Stato).

 

Rialzati, Italia. Che tanto c’è Silvio che ti rimette in ginocchio.




29 gennaio 2010

Day After: quelle mine israeliane

C’è una notizia che è passata un po’ troppo sotto silenzio, sarà perché è apparsa solamente il giorno stesso in cui si commemoravano le vittime dell’Olocausto, ma la ritengo importante perché offre molti spunti di riflessione. La notizia in questione, data solo da SkyTg24, riguarda il milione di mine antiuomo (o cluster bombs) disseminate nella zona meridionale del Libano dagli Israeliani nell’estate 2006 (qui il video del servizio: http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2010/01/28/i_soldati_unifil_a_caccia_di_mine_.html)

 

Ora, uno può pensarla come vuole sulla questione Israele-Palestina, ma ci sono dei dati che non vanno ignorati, e la disseminazione di mine antiuomo in Libano è uno di questi spaventosi dati.

 

Gli effetti delle mine anti-uomo sono noti: la tua unica fortuna è morire subito, perché se sopravvivi, la mutilazione del tuo corpo è tale che o morirai comunque tra atroci sofferenze o tirerai a campare tra atroci sofferenze. Ovviamente, le prime vittime delle cluster bombs non sono certo i terroristi o gli Hezbollah che mirano alla distruzione di Israele: sono prevalentemente civili, di cui una gran parte bambini, che ignari del pericolo, escono a giocare in mezzo a quel nulla desolante di sabbia e rocce.

 

Se delle mine del 2006 si conosce però almeno l’ubicazione (recentemente Israele ha fornito le mappe alle forze Unifil, incaricate di disinnescare gli ordigni), la vera preoccupazione è costituita da quelle precedenti al 2006, delle quali non si hanno mappe e non si hanno notizie, a parte quando qualche incauto civile ci finisce sopra. Le Forze Unifil stanno cercando in tutti i modi di trovarle, ma per ora ne hanno disinnescate appena 30.000 in tre anni e mezzo. Un lavoro immane, una corsa contro il tempo.

 

E la riflessione è questa: quanti altri leoni dovranno morire per quei quattro agnelli che li mandano a morire in guerra? O quanti altre vittime innocenti della follia altrui dovranno rimetterci la vita, per il semplice motivo di appartenere ad un popolo, nel quale una minoranza è follemente anti-semita e razzista? Insomma, quanti altri cadaveri vuole offrire Israele alla causa anti-semita, prima di smetterla di fare la guerra e cominciare a difendersi con la forza della pace?

 

“Si vis pacem, para bellum…”, dicevano certi antenati. Vero. Ma è anche vero che se vuoi la pace, devi preparare la pace, quindi se puoi evitare di ricorrere alle armi, fallo.

 

Gli Israeliani dovrebbero capire che essere contro la guerra non è essere contro di loro: nessuno nega il loro diritto ad esistere, ma in questi 60 anni si sono concessi un po’ troppe “libertà” nei confronti dei diritti umani per impedire che avvenisse un altro “Olocausto”.

 

Perché, non sono vittime dell’odio anche quei giovani arruolati per questa o quella causa e mandati a morire al fronte per portare avanti le reciproche follie e i reciproci risentimenti? Ognuno deve fare un passo indietro e riconoscere le proprie responsabilità. E chiedere scusa. Questo sarebbe un primo passo. E toglierebbe cartucce in canna alla propaganda anti-israeliana. Quando lo si capirà, sarà sempre troppo tardi.

 



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"Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata."
(Enrico Berlinguer)

"Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà."
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti."
(Enzo Biagi)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni."
(Indro Montanelli, 2001)


"Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti ed ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni."
(Vittorio Foa, 2006)

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione."
(Piero Calamandrei)

"Quali garanzie offre questo Stato [...] per quanto attiene all'applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro [...] l'abuso di potere, l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent'anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito [...] in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi [...] perchè quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino."
(Leonardo Sciascia, 1979, intervista a Marcelle Padovani)

"Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza"
O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?
(Norberto Bobbio)

"Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente"
(Bertold Brecht)


"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"
(Giovanni Falcone)
"Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"
(Paolo Borsellino)

"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio"
(Cesare Beccaria)